CIRCOLARE FLAI CGIL CAMPANIA

domiciliareNOTA TECNICA SULLA RIFORMA DEI TRATTAMENTI DI DISOCCUPAZIONE AGRICOLA.

Care compagne e cari compagni, dalle riunioni di approfondimento sin ora realizzate in diversi territori, sono emersi dubbi interpretativi meritevoli, a nostro parere, di attenzione giacché possono costituire materia di analisi (sollecitando in tal senso le strutture che non lo abbiano già fatto ad organizzare, possibilmente con l’INCA, riunioni specifiche) nel lavoro di orientamento dei lavoratori sulle novità introdotte dalla riforma.

In ogni caso, la prossima riunione con l’INPS, in programma per i prossimi giorni, sarà occasione utile sia per dissipare i dubbi sia per definire un chiaro indirizzo interpretativo utile nell’applicazione concreta delle nuove norme.

Accesso al nuovo trattamento di disoccupazione agricola

I requisiti di accesso al nuovo trattamento di disoccupazione agricola, rimangono immutati, ossia:

? L'iscrizione negli E.A. nell'anno solare di riferimento;
? Anzianità assicurativa;
? Almeno 102 contributi nel biennio precedente la domanda.

Pertanto, l’indennità di disoccupazione agricola spetta in rapporto al numero di giornate effettuate nell’anno di riferimento, a condizione che nel biennio si possa far valere un periodo di lavoro (agricolo – purché prevalente – e non agricolo) di almeno 102 giornate.

Contribuzione dell’operaio agricolo

Per conseguire il diritto alla pensione, con decorrenza successiva al 31/12/83, il requisito minimo è di 270 giornate di contribuzione effettiva, volontaria o figurativa.

Tale requisito, che costituisce anche il limite massimo di giornate computabili nell'anno ai fini del conseguimento dei requisiti per il diritto alla pensione, si realizza con il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione agricola.


I requisiti per il diritto alle varie pensioni sono:
Pensione di anzianità

Rimane invariato quanto dispone la normativa vigente, per come “interpretata dalla legge 608/96: “l'anno di contribuzione, ai fini del diritto alla pensione di anzianità è costituito da 156 contributi giornalieri”.
Di conseguenza, il diritto alla pensione di anzianità matura con:

? L’anzianità assicurativa prevista dalla legge n. 335/95

? Un requisito minimo di contribuzione di 5460 giornate con esclusione di quelle coperte da contribuzione figurativa per malattia e per indennità ordinaria di disoccupazione.

Poiché, a nostro parere, è stato esteso l’istituto del “trattamento speciale” a tutte le figure del lavoro agricolo dipendente (e assimilate), la contribuzione figurativa derivante è utile per comporre il requisito minimo delle giornate necessarie a conseguire il diritto alla pensione di anzianità.

A tal fine va chiarito e meglio precisato il messaggio dell’Inps, n. 6400/97, dov’è indicato che la contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità si definisce anno per anno, “con esclusione della contribuzione per disoccupazione ordinaria e per malattia".

Rimane invariata la norma inerente la rivalutazione di tutta la contribuzione agricola (effettiva e figurativa), che va operata per determinare la misura della pensione stessa.


Pensione di vecchiaia, n. 4050 giornate cioè 270x15 (oppure il più pesante requisito introdotto, a decorrere dall'1/1/93, con il D.Igs. n. 503/92);


Assegno di invalidità o pensione d'inabilità, n. 1350 giornate (di cui n. 810 nel quinquennio precedente la domanda di pensione)


Malattia

Rimane invariata la normativa relativa all’indennità di malattia, che si acquisisce con:

? 51 giornate d’iscrizione negli elenchi anagrafici nell’anno precedente;

? Nel caso di primo anno, dalla data di effettuazione di 51 giornate di lavoro;

Rimane confermato il principio secondo cui il trattamento di malattia deve essere in ogni caso liquidato prima di quello di disoccupazione. Calcolando quest’ultimo per gli eventuali periodi restanti, dal parametro 365.
Figure miste

Le cosiddette “figure miste”, sono quelle individuate dalla legge, ossia i “piccoli coltivatori” di propri appezzamenti di terreno cui fabbisogno sia inferiore a 104 giornate, che svolgono anche attività di lavoro dipendente.

In agricoltura, com’è noto, si tratta di soggetti che in base alla legge possono “integrare” fino a 51 giornate utili (e a tal fine va presentata domanda entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di competenza) a conseguire i diritti previdenziali ed assistenziali, essendo stati parificati, insieme ai compartecipanti (anche dalla ultima riforma) agli operai agricoli dipendenti.

La norma perciò rimane invariata e, dalle nostre simulazioni, per questa tipologia di lavoro non c’è alcuna penalizzazione.

Stessa considerazione va fatta per chi al lavoro agricolo somma periodi di lavoro autonomo (agricolo e non, purché non prevalente). In tal caso, detti periodi vanno riportati in giornate e detratte – ai fini del calcolo dell’indennità di disoccupazione – dal parametro 365. Pertanto se prima la forbice tra 365 ed il limite di 90 giornate indennizzabili era più ampio (dunque poteva contenere un numero più alto di giornate di lavoro autonomo, tale forbice si riduce giacché, saltato quel limite, le giornate indennizzabili si calcolano in rapporto a tutte quelle effettuate.

Contribuzione mista

In caso di contribuzione mista, ossia di lavoro non agricolo e agricolo, quando quest’ultimo è prevalente, si ottengono i benefici previdenziali previsti dalla nuova normativa sia ai fini della copertura figurativa valida per il diritto pensionistico sia allo scopo di conseguire il trattamento di disoccupazione.

Si precisa che, a nostro parere, l’indennità di disoccupazione va calcolata sull’intero monte giornate di lavoro dipendente effettuate (e non solo su quelle agricole) nel corso dell’anno di competenza.

Cassa Integrazione in deroga

Infine, per quanto riguarda la Cassa integrazione in deroga, l’emanazione del decreto attuativo da parte del Ministero del Lavoro, è stata bloccata dalla crisi di governo in atto. A nostro parere, nella fase transitoria, poiché le risorse finanziarie sono già previste, possono essere avanzate eventuali richieste in deroga.

Un cordiale e fraterno saluto.
06.02.2008 Gino Rotella

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