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Pubblicato il: 6 Novembre 2026
SCIOPERO GENERALE
20 NOVEMBRE 2026
SCIOPERO GENERALE
DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI INVISIBILI
Il 20 Novembre, noi lavoratrici e i lavoratori invisibili – ossia i più sfruttati tra gli sfruttati, che ogni giorno lavorano per pochi euro nelle campagne, nelle fabbriche e nei cantieri dell’area vesuviana – saremo in piazza a Napoli a sostenere le ragioni dello sciopero generale.
Continuerà così, con una nuova grande giornata di lotta, la lunga marcia partita lo scorso primo maggio e che ha già animato diverse altre mobilitazioni a tutela dei diritti, da ultima quella dello scorso 24 ottobre a Castel Volturno contro il CPR. E sarà ancora una volta una mobilitazione di denuncia e di proposta.
Denunceremo la condizione inaccettabile di sfruttamento e di invisibilità cui sono sottoposte le lavoratrici ed i lavoratori migranti dell’Area Vesuviana e della nostra regione. Diremo, come abbiamo detto il 24 ottobre che i CPR sono solo la testa di un mostro il cui corpo è composto da diverse ripugnanti parti. Il suo scheletro è costituito, infatti, dal nuovo Patto Europa-Asilo, che oggi interviene esattamente per distruggere in radice il diritto d’asilo. E i suoi muscoli sono: a) i Decreti Flussi; b) gli insostenibili tempi di attesa per ottenere un semplice permesso di soggiorno; c) la marginalizzazione feroce che sperimentano sulla propria pelle le persone prive di iscrizione anagrafica; d) la sostanziale impossibilità di uscire dalla dinamica del lavoro nero nonostante si sia in possesso di un permesso di soggiorno.
Il prossimo 20 Novembre saremo dunque nuovamente in piazza: sia perché condividiamo la piattaforma dello sciopero e sia perché, ad oggi, le risposte delle Istituzioni, e in primo luogo della Questura e della Prefettura di Napoli, non sono affatto sufficienti a restituire dignità e diritti; e meno che mai sono in grado di contrastare il caporalato e lo sfruttamento così diffuso nell’area vesuviana.
Il carovita, lo smantellamento – neppure tanto strisciante – della sanità pubblica, la compressione evidente delle politiche sociali, la mancanza d’un sostegno reale all’abitare, la carenza normativa e ispettiva sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: sono tutte cose che rendono le persone migranti ancora più vulnerabili, ancora più ricattabili e ancora più consegnati alla loro disperante condizione di marginalità. Ed è proprio per queste concretissime ragioni che parteciperemo convinti allo sciopero e al corteo. E tuttavia, nella piazza di Napoli, il prossimo 20 Novembre noi verremo anche per rivendicare alcune misure specifiche che aiutino ad allargare i diritti di tutte e tutti.
In concreto:
– Vogliamo che le lavoratrici e i lavoratori non siano sotto sfruttamento ma che il lavoro sia elemento di emancipazione. A 10 anni dalla sua approvazione chiediamo la piena attuazione della legge 199/2016. Chiediamo anche alla Regione Campania di accelerare il percorso relativo alla legge specifica di contrasto al lavoro nero, allo sfruttamento e al caporalato che ripercorra il solco tracciato proprio dalla legge 199/2016;
– Vogliamo che tutte le persone vittime del decreto flussi (il quale è oggi il principale veicolo di facilitazione dello sfruttamento e del fenomeno della tratta) abbiano in tempi celeri un permesso di soggiorno “per attesa occupazione”, motivato dalla loro grave condizione di sfruttamento;
– Vogliamo tempi dignitosi per il rilascio del permesso di soggiorno. Il nuovo patto Europa-asilo ha paralizzato gli uffici immigrazione di tutt’Italia e ha reso ancora più insostenibili i tempi di attesa per il rilascio del permesso di soggiorno da parte della Questura di Napoli. Oggi come oggi, i richiedenti asilo attendono fino a un anno per il rinnovo di un permesso di soggiorno che ha validità semestrale. Ed è facile capire che con questi tempi lunghi essi divengono completamente vulnerabili sia rispetto allo sfruttamento lavorativo e sia rispetto all’emergenza abitativa cui sono già normalmente esposti. Per non parlare della difficoltà esponenziale di accedere al sistema sanitario nazionale.
– Vogliamo una procedura chiara che funga da indicazione utile per tutti i comuni campani sull’accesso alla residenza per domicilio delle lavoratrici e dei lavoratori titolari di permesso di soggiorno e però privi di un’abitazione regolare. Per essi, l’assenza d’una residenza si traduce in un insormontabile impedimento per l’emersione dal lavoro nero.
– Vogliamo che siano ripristinati, e comunque ufficialmente attivati, il rilascio della tessera sanitaria e il connesso accesso al sistema sanitario sulla base del domicilio, come del resto è previsto dalla legge per tutte le persone prive di residenza anagrafica.
– Vogliamo lo sblocco effettivo degli accessi agli strumenti bancari: conti base e carte prepagate anche per tutte le persone sprovviste di residenza (come impone la legge) e con uffici e procedure realmente utilizzabili (per esempio, uffici postali dove effettivamente digitalizzare il conto base, poiché non è possibile che per ogni conto ci vogliano almeno 4 mesi con interminabili mediazioni nei singoli uffici per la procedura. La quale peraltro è ancora assurdamente cartacea, senza alcuna informazione procedurale).
– Vogliamo la concreta attivazione e l’effettivo potenziamento degli strumenti di accoglienza a bassa soglia, al fine di contrastare quanto più possibile il ricatto abitativo che normalmente agisce come rafforzativo dello sfruttamento lavorativo. Per “bassa soglia” intendiamo il rilancio del modello dei piccoli dormitori diffusi, che ad oggi sono stati completamente cancellati, nonostante siano una possibilità di sostegno per tutti, migranti e non.
– Vogliamo la stabilizzazione e la generalizzazione delle buone prassi di contrasto alla marginalizzazione attraverso lo strumento regionale delle Stazioni di Posta, che ad oggi sono ferme dopo la fine dei fondi PNRR.
– Vogliamo che sia varato in tempi rapidi un piano logistico che valorizzi il trasporto pubblico nelle zone vesuviane e in tutti i luoghi di lavoro agricolo.
Infine, riteniamo quanto mai urgente la definizione di una Legge regionale contro lo sfruttamento lavorativo e il caporalato, che metta a sistema non solo i provvedimenti qui elencati, ma tutte le buone pratiche di accoglienza e inclusione che si sono costruite, non solo in Campania, nei 10 anni trascorsi dall’approvazione della legge 199/2016.
Il 20 Novembre sarà Sciopero Generale anche per le lavoratrici e i lavoratori invisibili.
Lo costruiremo nelle prossime settimane con una mobilitazione ampia e collettiva.
E vogliamo che sia un momento di avanzamento per i diritti di tutte e tutti.
Napoli, 02/11/2026

